poesie - Gino Taborro

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poesie

Italia dall’alto

Sono pianure distese solcate da fiumi,
divise in tanti piccoli quadratini
con vigne, frutteti, orti e giardini.
Ad ogni collina tortuose stradine,
alla cima torri, castelli, paeselli,
sembrano dimora di fate.

Emergono da verdi boschi cime
rocciose, cime innevate e giacciate.
Ovunque tanti piccoli borghi e
alcune grandi città, sembrano
disordinati alveari seminati qua e là.

Guardata così è una piccola
striscia di terra, quasi tutta
immersa nel blu dei mari,
illuminata e scaldata da sole
onnipresente, abbellita e
curata da mani sapienti
guidate da illuminate menti.
Da fede nel Signore e nei Santi.

*** *** *** *** ***

Fantasie

Se tutte le mie fantasie
avessero le ali
sarebbero farfalle,
uno sciame colorato
che quando si posa
“accarezza” ogni cosa.

Un fiore, una mano,
una foglia, un ramo,
cespugli colorati
oppure una siepe,
uno spino …

Non gridano, non cantano,
non beccano, non graffiano.
Volano leggere, silenziose,
sembrano fiori
in movimento.

Non sono profumate,
diffondono soltanto
un tenero, timido,
sentimento.

*** *** *** *** ***

Animo poetico

Amore di soli sguardi e parole represse
sogno infantile che mai svanirà.
Mi perdo nel desiderio di amore,
da sempre il mio pensiero si desta
in delusione svanito.

Sono ombra e vorrei il caldo del sole,
sono granitica roccia e vorrei
come una foglia al vento danzare.
Per lei soltanto un bambino
compagno di scuola.

Tutto il mio mondo
nelle sue folte treccine
in ondoso colore di grano maturo,
due lampi d'azzurro nel viso,
graziosa venere nel suo vestire attillato.

Irraggiungibile arcobaleno
delle mie tenerezze,
animo poetico ferito
da indifferenza e suo gelido sguardo,
lacerato ... dalle frecce di tutti i suoi no.

*** *** *** *** ***

Come una foglia

Come una foglia d’autunno
che il vento fa dondolar,
ch’è ingiallita ormai,
che presto cadrà,
mi sembri proprio tu,
si vede ogni giorno di più!

Non dire …
non dire che non è vero,
lo dicono i tuoi occhi,
si legge dal tuo volto,
tutti ormai lo sanno già,
tutti dicono presto cadrà.

Come una foglia d’autunno
forse domani, domani già,
tu cadrai così, così …

Non finirai dispersa dal vento
come una foglia d’autunno,
sarai accolta con tutto
l’amore che avrò,
vivremo insieme il futuro,
sarai tutto il mio tesoro.

*** *** *** *** ***

Foglio magico

Lancerò un foglio su, in alto,
spero che il vento lo prenda con sé.

Diventerà una nuvola bianca,
scritta in neretto porterà una
formula magica,
farà felice chi leggerà.

Quando la incontri sarà
soltanto più pallido il sole,
il vento la tiene su in alto,
non porta fulmini, piogge,
tempeste: una piccola nuvola
bianca che male può far.

Lo so voi pensate non durerà.

Pioggia e nuvole nere non
vinceranno, il vento è più forte.

La porterà lontano al sicuro,
con l’arcobaleno e raggi
di sole …

Ritornerà!

*** *** *** *** ***

Leggenda e realtà

Con amore mi chinavo alla mia terra
sorridevo alla vita mirando allori e fiori,
lieve ombra di ulivi il ristoro,
tra allegri cigolii, concerto di cicale.

Mani stanche da lavoro come un'ape
per la casa, una sposa, i bambini.
Desideri. Come i fiori mai sbocciati.
Solo il cielo in libertà potei guardare
e sognare d'essere stella ... per brillare.

Fare miele per la vita mentre intorno
tutto crolla. Catena di rocce all'orizzonte
sono pietre da scagliare, picchi roventi contro
l'avvenire. Come ghiaccio tra le cime
m'ha rapito questa valle … chiusa, ottusa.

Solo speranze ho seminato,
come formica mi trascino nel sentiero
la solitudine di pesi e di affanni. Come
inutile formica, impotente al suo destino,
a tutti indifferente ... nell'argilla sparirò.

*** *** *** *** ***

Bruciare un tesoro

Cercare conforto
in un angolo buio,
una panchina, un anfratto.
Annegare
in una polvere,
una siringa, un confetto.
Tutto il profumo,
l’essenza di vita.
Comprare …
un attimo di euforia
per bruciare un tesoro,
la tua gioventù
e la vita buttare,
forse anche la vita.
Profondamente turbato
osservare impotente
adorata gioventù
in quest’ardita discesa.
Che annulla il futuro
e sprofonda nel fango,
pochi attimi inebria,
per sempre ti segna.

*** *** *** *** ***

Soltanto mia

Giochi innocenti, corse
sui prati, compiti insieme,
poi sei volata lontano:
non mi potrò rassegnare,
ti devo cercare,
ti voglio soltanto per me.

In un sogno questa notte
con le ali senza vento
sono giunto deve sei tu:
ho sognato di volare
sopra i monti sopra il mare,
di arrivare fino a te.

Un incanto svanito
“in un momento”.

Un bel sogno d’amore
volato veloce,
come profumo nell’aria
disperso dal vento.

*** *** *** *** ***

Luna stelle lampioni

Camminando di notte in città
non si vede più la luna, invece
delle stelle, soltanto lampioni!
Dicono che questo è progresso,
civiltà, ma si incontrano
assai spesso, ubriachi, banditi,
fracassoni: quasi peggio della giungla.

Quella vera coi leoni!

Di giorno tutto è assai più bello,
pulito, ordinato: (forse ho esagerato!)

Incontri ovunque tanta bella gente
indaffarata: poi leggi sul giornale,
che tutto va male,
tutto si potrà sfasciare!

Sono tanti anni che si sente
questa voce.

Forse, come una bolla
di sapone, anche questa volta
passerà: ma è chiaro ormai
qualcosa qui non va!

Da quando è scomparsa la parola “serietà …”

*** *** *** *** ***

Un fiore un sorriso

Nel morbido verde
di un campo di grano,
in un dirupo scosceso,
in un prato disteso, “ovunque”
lo sguardo cattura sempre un fiore.

Non importa se giallo, rosso, blu …
è quella essenza di bello, di puro.

La sensazione di un fiore
nel verde di un prato,
è come il sorriso sincero
di una cara persona
che incontri in un posto affollato,
nel grigio mattino,
mentre vai a scuola, al lavoro
dove tutto è gara, contesa, duello;
dove sembra che il bello non c’è.

Qui puoi essere il fiore!
Portando ovunque un sorriso sincero,
puoi fare leggero,
il peso dei quotidiani doveri.

Come in un giorno di pioggia
puoi fare da ombrello
al grigiore … al malumore,
donando a tutti “con  un  sorriso”
un raggio di sole.

*** *** *** *** ***

La rosa

Esile fusto,
radici invadenti,
liberi rami
legati alla rete,
spine roventi,
colori brillanti,
boccioli profumati.

Bimba curiosa
vorrebbe odorare,
si punge e piange.

Corre la mamma
guarda e sorride,
l'abbraccia
le bacia il nasino
anche il viso!

Già finito dolore,
è di nuovo sorriso.

*** *** *** *** ***

L’Amore non finirà

Non vibra più il tuo corpo
accanto a me, il tuo calore
mai più si sentirà.

Unico e solo amore mio però
sarai sempre Tu.

Tuo respiro non potrò sentire
ma lo sguardo il sorriso Tuo
vivrà uguale ogni istante in me.

Nient’altro dovrò mai cercare,
non si potrà illuminare
questa immensa oscurità.

Soltanto Tu sarai la luce, unica
stella che brillerà per me.

*** *** *** *** ***

La neve

Fiocchi sembrano biancastri petali,
fiori recisi, frantumati dal vento.

Verde dei prati, colline e castelli,
rami spogliati ombrelli e cappelli
tutto di bianco la neve dipinge.

Sole cancella, tanta limpida acqua
a campi arati darà nuovo vigore,
sarà rumore nei silenti ruscelli
vuoti e tristi quasi tutta l’estate.

Neve gelata pericolo scivola,
macchine ferme disagi a chi guida.

Tutto avvolge,
quieta vita sconvolge.

Se potrai farlo sono giorni speciali
solo riposo.

Accendi il camino
godi calduccio, ti fermi a pensare.

Guarda la valle, sarà più bella che mai,
un paradiso se hai qualcuno che ami
da abbracciare.

*** *** *** *** ***

Sveglia e caffè

Vm - Amore suona la sveglia
è ora, ci dobbiamo alzare
Vf - adesso no: voglio ancora dormire,
vai tu in cucina, prepara il  caffè.
Vm - La moca che bolle, un bell’odorino
mi chiama con voce suadente
Vf - fallo provare anche a me!
Vm - Porto vassoio tazzina e brioches
mi prendo un bel complimento,
Vf - vedi che bello, che bravo che sei,
quando lo vuoi sai fare!
Vm - Facciamo la lista, vado alla spesa,
al ritorno dorme ancora …
Comincio a  pulire, a fare rumore,
finalmente in pigiama appare
in cucina e subito ordina.
Vf - Metti il pentolino, fai bollire, apparecchia.
Vm - Finalmente si pranza.
Provo a dire che al pomeriggio
vorrei andare con amici a pescare
ma mi anticipa e dice severa:
Vf - Porta il cane a passeggio,
prepara la cena, io ho da fare, lo sai,
mamma, se non ce la porto io,
non può andare dalle amiche
“deve giocare a carte.”
Vm - Vita da pensionato, sono pentito,
era meglio il lavoro, il padrone,
almeno li c’era il sindacato …

(da recitare in due, voce maschile e femminile)

*** *** *** *** ***

Riccioli

Sono riccioli al vento
questi capelli tuoi
quando ti metti a ballare
se li agiti un po’!

Sembrano stelle lucenti
gli occhi tuoi blu:
ti muovi leggera, quasi
volando: come una fata
che vien da lassù!

Riccioli al vento, stelle lucenti.
Con  quel birichino sorriso, sembra
la  luna … il tuo viso.

Quando balli sei la regina,
tutti gli occhi puntano Te.
Porti in pista l’alta pressione,
il cuore di ognuno
batte di più, batte di più!

*** *** *** *** ***

Capelli grigi

Pur sapendo che è breve
sembra infinito il cammino.
Appare lontano
quel tempo di scuola
che presto finì.

Poi … lavoro, lavoro, lavoro,
guadagnare da soli
la casa, il futuro …
quasi rubato, il tempo
dedicato a lettura, cultura.

Pur sapendo che è breve
sembra infinito il cammino,
guardi nel buio e …
prosegui lo stesso
immerso nei sogni,
credendo ancora in domani.

Tanti anni che pesano
eppur non ti fermi:
ancora imparare,
cercare, studiare, sapere.

*** *** *** *** ***

Arte

Arte non avrà mai
confini, colori,
barriere, steccati:
costituzione, statuti, trattati, bandiere.

Volerà sempre
libera ovunque.

Bombe, fucili,
cannoni,
ostili ideali:
niente e nessuno
la potrà mai,
incatenare.

*** *** *** *** ***

Amore di poesia

Cara signora poesia
fedele compagna, grande amore,
ti ho sognata, desiderata, cercata,
poi … ti sei presa tutto di me.

Sono rimasto addormentato nel sogno
ora però sono lucido e sveglio,
adesso ho capito, mi hai tradito!
Ti credi bella, importante …
“ma specchiati” non sei niente.

Puoi anche “apparire” interessante
ma poi leggendo, rileggendo:
sei inutile, noiosa, inconsistente.
Questa volta sono proprio arrabbiato.
Ti accartoccio, ti strappo, ti brucio.

Non più ricercare, studiare, notti
intere a pensare, voglio la mia libertà.
Ma ecco che invece
ritorni, mi avvolgi, mi stringi,
non hai ancora capito.

Questa vecchia penna, questo
stupido foglio, questa montagna
di carta, questo inutile sogno;
da domani saranno soltanto
triste ricordo, lontana chimera.

Ecco … adesso è l’ora
ti accartoccio, ti strappo, ti brucerò!
Tu invece ridi …
tanto lo sai che
poi mi passa e … non lo farò.

*** *** *** *** ***

Anni 1950/55

Polvere nelle lunghe stradine
Ai lati alberi e campi arati
fiori nel ciglio di strada,
sandali ai piedi, salire in fretta,
è giorno di festa nella nostra chiesetta.

Spalancata la porta
campane a distesa,
sacerdote pronto che aspetta.
Oggi qualcuno si sposa!
Due candidi corpi uniti per sempre,
nessuno dovrà mai dividere.
Giorni di festa e tanti anni felici,
separazione? Nessuno sapeva cos'era.

C’era di tutto anche allora,
un soffio di vento
e tutti parlare … parlare,
poi in fretta svaniva ...
come un temporale.

Bastava una stretta di mano
per fare un affare,
per ogni consiglio c'era il fattore!
Dovevi tenere stretto il portafoglio,
la damigiana dell'olio,
chiudere bene la stalla,
con la chiave il pollaio,
e a guardia sempre un bel cane.

Gas, acquedotto, elettricità,
nemmeno a pensare!
In ogni casa grandi famiglie,
un solo grosso camino
e vicino un fornelletto a brace.

C'era la brocca per l'acqua,
uno sciacquaio col secchio sotto,
si recuperava per innaffiare l’orto.
Con il catino lavarsi al mattino,
con la brace scaldare il letto ...
se non c'era legna coperte e cappotto.

Polenta e fagioli per tutto l'inverno,
doveva essere grande festa
per mangiare un pollo!
Oro colato uova e farina,
le tagliatelle tre volte all’anno,
Pasqua, Natale e qualche compleanno.
Dieci ore al giorno gli operai
quando c'era lavoro,
non voglio dire quanto era duro.
Pala, vanga e piccone, falce e forconi.
Carri, aratri e quant'altro,
solo mucche a tirare.

*** *** *** *** ***

IL pagliaio

Lentamente carri trainati dai buoi
trasportavano a casa prezioso fieno,
intorno ad un palo robusto
si faceva il pagliaio, un po’
ovale lindo e lisciato, si dove
ben conservare per tutto il bestiame
quando l’inverno verrà.

Le ragazze con grandi cappelli
adornati da un fiore
lavoravano duro anche loro.
Inforcavano il fieno che poi
giungeva fino alla punta estrema
ben riposto intorno al palo,
con una scala, di mano in mano …

Per tutti era un giorno di festa,
profumo di fieno, pura aria di maggio,
riunita tutta la migliore gioventù,
splendore di primavera!
Non si pensava al lavoro,
c’era vera umanità, allegria,
speranza, futuro.

Erano stanchi alla sera ma …
continuava la festa anche ballando.
Non esistevano depressioni
preoccupazioni, frustrazioni.
Semplicistica ma efficacissima
filosofia di vita, ogni giorno
il sole … dal mare sorgerà!

*** *** *** *** ***

Aggirare i guai

Pane amore e fantasia,
ricetta universale
per vivere in tranquillità.

Energia nel lavoro, non
più di quanto può bastare,
tanto impegno per l’amore,
il resto in fantasia:
cantare, ballare,
trasmettere allegria.

Lungo la via della vita
ci sarà sempre
qualche cosa che non va.

Accendi la fantasia,
non ti darà proprio quel
che vuoi … ma ti aiuterà!

Davanti al muro: no sfondare,
no scavalcare, “aggirare.”

La fantasia a sempre in tasca
un’altra via!

Non correre,
non scappare mai;
la fretta porta guai!

Continua a camminare
il tuo traguardo
aspetterà … aspetterà.

*** *** *** *** ***

Tesori del mare

Linea retta orizzontale separa
l’azzurro dal blu, infinita
ondosa distesa.
Tanti sogni spazzati dal vento;
tante ossa
la in fondo, fin dai tempi remoti
che nessuno ricorda … e tesori,
tanti tesori da sabbia sepolti.

Condottieri audaci con pochi
fidati scudieri, vele spiegate
e remare, remare …
scoprire nuove terre,
a volte soltanto avventure.

Spietati pirati in agguato
assaltano, derubano, affondano.

Ricordi, fantasie, bugiardi racconti,
pescati in acque salate.

Poi … balene, delfini, crostacei,
molluschi e piccoli pesci.
Anche questo è grande tesoro.
Oro vero per tante persone
che vivono di mare nutrendo
mogli e bambini con piccole
barche, una rete, due remi …

*** *** *** *** ***

La dolce metà

Era dolce, carina, quando …
accudiva la casa, lavava, stirava.

Che festa la sera al ritorno,
ti abbracciava!!

Ora torna stanca, lavora anche lei:
i bambini hanno compiti, li devi
aiutare, prepari da solo la cena,
lei ha altro da fare.

Se poi non lavora
è più stanca che mai!

Shopping, palestra, piscina:
dove sarà quella mia dolce metà.

Con telefono a casa
ogni attimo sapevo dov’era,
ora messaggino e ti dice
son qui … son là!

Devi pensare che è vero.

Non si può dubitare …
sono guai se fai il geloso,
il paradiso lo puoi scordare!

Com’era bello quel tempo che fu.

Non c’era auto, telefono, tivù,
finita la cena tutti a dormire!

Ma l’amore … cen’era di più.

*** *** *** *** ***

La  rotazione

Dovrebbe essere il centro
dell’universo questo sole immenso
a cui tutto intorno ruota.
Dai tempi più remoti
questo perfetto sincronismo
scandisce il giorno e l’ora,
la notte e il di, il gelo
dell’inverno, poi la primavera.

Noi tutti tanto orgoglio abbiamo
di nostre macchine perfette.
Solcano immensi cieli,
il profondo mare!
Però…
ogni tanto ci lasciano cadere.
Che cosa siamo noi
in questa grande immensità?

Guardiamo un po’ più in là
“nell’universo.”
Nonostante le
distanze, le proporzioni immense,
questa rotazione non s’è fermata;
non ha rallentato mai
neanche un minuto.

Come si sarà formato questo movimento?
Forse è cosa naturale,
ma la natura è in
continuo mutamento.
Crediamo sia la mano
di qualcuno più … in Alto.

*** *** *** *** ***

Nostalgie
(Le Marche 1950)

Quando l'alba regalava una carezza di luce
e le pareti di nuovo colorava,
quando un gallo da un po' annunciava l'aurora,
il gattino in attesa dietro la porta
al tuo apparire saltava di gioia.

Sempre sognare, cercare, ricordare ...
nostalgie dei tempi lontani.
Stagioni, raccolti, colori, profumi, sapori;
modi di fare, parlare, lavorare,
tutto scolpito nel mio diario sgualcito.

Borghi e castelli nell'alto di verdi colline,
odore di siepi ai lati di bianche stradine,
visetti felici dietro un pallone,
voli e garriti nel cielo sereno.
Tutt'attorno il silenzio dominava sovrano.

Caminetto, la nonna, le favole;
arcieri potenti, candide fate. Magie!
Nei profondi cappelli e dentro gli ombrelli.
Vipere, lupi, rapaci in volo,
sempre in agguato.
Le favole insegnano
anche i pericoli ... cari bambini.

*** *** *** *** ***

La vendemmia

Sul finir dell’estate il giorno è più breve
i raggi del sole sono tiepidi ormai,
tempo di raccogliere l’uva.
Cercare tra foglie imbrunite,
staccare dai tralci i grappoli d’oro,
riposti con cura nei cesti
finivano in grande tinozza,
pigiavano forte giovani donne
con le gonne rialzate:
sbirciavano, sorridevano gli uomini,
mentre riempivano botti
con dolce prodotto.
Uomo anziano controlla
ogni giorno, decide il giusto
momento per la svinatura,
se necessario aggiunge anche
mosto bollente.
Tanto lavoro per dare al vino
gradevole gusto e brillanti colori.
Festa di San Martino in novembre
castagne di bosco e vino novello:
vicini di casa, amici e parenti,
tutti stretti in una capiente cucina.
Caminetto, organetto, barzellette,
alla fine qualcuno era un po’ brillo,
quasi normale è festa del vino novello!

*** *** *** *** ***

Questo mio sentiero

Quando tramonto
è ormai vicino
non cercherai più
roseo colore.

Penserai soltanto
buio e freddo che segue.

Quando natura
occhi stanchi incrocia,
ti rimanda a ritroso
nel tortuoso sentiero,
come bambino curioso
nel giardino incantato.

Potrai separare:
frutta matura dal grano falciato,
cime di bianco splendenti
da nudi picchi rocciosi,
prati verdi, colori e profumi,
campi arati da seminare.

Castelli crollati dopo tanto lavoro,
speranze strappate
dalle tue mani sudate.
Oro colato scorreva
nel tuo vicino ruscello,
tu lontano ... a cercare.

*** *** *** *** ***

Fiore di prato

Piccolo fiore in un prato selvaggio
nato per caso fra ortiche, erbacce.
Forse nessuno ti guarderà mai,
sarai calpestato, falciato,
eppure tu svetti più in alto!
Sei bello … colorato.

Nessuno cercherà il tuo profumo,
i tuoi petali vedranno solo farfalle,
sarai soltanto cibo per miele,
diventerai seme disperso dal vento.

Non guardare, non invidiare quel
fiore più fortunato che è stato
seminato, curato, innaffiato.
Quello poi sarà tagliato!

Non sarà più solo se stesso,
sarà parte di un mazzo legato.
Per un po’ sarà profumato, ammirato,
poi appassisce … sarà buttato.

Sei più speciale tu, fiore di
prato selvaggio, perché disperso
dal vento il tuo seme rinasce,
abbellisce un prato che sarebbe
desolato, invece con te sembrerà
un giardino da RE!

*** *** *** *** ***

Cingoli, colori del lago

Tra costoni di roccia
mano dell’uomo
ha eretto una diga,
robusta parete di ferro e cemento
ha sbarrato un piccolo fiume.
Non più campi arati,
vecchie casette, cani legati,
caprette, galline,
è nato uno specchio di lago,
due rive vicine.
Leggera l’onda si forma,
non scuote granelli dorati,
s’infrange su erbetta di prati,
che ignara e gentile si china
al suo bacio fecondo.
Silenti colline avvolte nel verde,
boschi estesi su arditi pendii,
lo sguardo non vola nel vuoto
si arrende al ristretto paesaggio.
Autunno regala colori,
foglie giallastre, rossastre, magie
dell’ombra, piante sempre verdi.
Qualche fiore resiste
non vuole morire.
Nel chiuso di valli
prigioniero di sua bellezza,
il lago si perde
in cristalli di sole,
natura si fonde
in quadro stupendo.

*** *** *** *** ***

Giovani oggi

Mi farò rapire dal vento,
vorrei volare alto
più che si può.
Mi lascerò trasportare,
cercherò la sorgente
di tanta potenza,
che non conosce confini
e nessuno può comandare.
Vorrei uscire da questo alveare,
da questo angusto spazietto.
Vorrei vedere
cosa c’è oltre …
il muro, il monte, il mare.
Non più immaginare,
sognare, aspettare.
Volare lento e guardare,
oppure veloce
e non farmi vedere.
Vorrei raggiungere mete
senza remare,
fermarmi o andare come
solo il vento può fare.

*** *** *** *** ***

Tramonto dal Colle
(dell’infinito di Recanati)

Aspri costoni di roccia,
prosperosi pendii di morbida argilla
aspettano immobili, poi nascondono
la sfera dorata.
Svanisce
roseo colore di nuvole sparse,
rosso di sera che questo orizzonte
aveva esaltato.
Verdi colline, cime biancastre,
piccoli borghi, torri, castelli, città,
con un leggero manto d’argenteo colore
allo sguardo
trasmutano
in silente pianura,
poi, il profilo dei monti
disegnato a confine.
Romantica, poetica armonia
che ogni sera le tenebre avvolge,
poi puntuale l’alba riaccende.
Tutto l’azzurro s’inonda di stelle
voli e garriti sono acquietati,
buio che incombe si fermerà.
Per tutto il tempo
luna e lampioni
spruzzano
giochi di luce fra ombra di rami.
Incomparabile percezione di quiete,
profondi pensieri, squarci di solitudine.
Si perdono tra motori che rombano,
stridore di freni, qualcosa che squilla.
Guai del moderno vivere,
ma questo sarà,
altro tramonto.

*** *** *** *** ***

Nostalgie del tempo di scuola

Solo in sogno ho ritrovato
quell’amore mai sbocciato.
Giovanile, ardente passione,
fiamma impetuosa,
soffocata nel silenzio
delle mie timide illusioni.
Con un fiore
ti aspettavo nel cortile,
le scale insieme salivamo
e quell’aula su in alto
il paradiso mi sembrava.
Sguardo felino,
lunga chioma bionda,
armonia delle curve.
Da sempre nei miei desideri
solo in sogno sei tornata.
Grande sogno,
un bel sogno d’amore
svanito in un momento.
Volato veloce
come profumo nell’aria
disperso dal vento.

*** *** *** *** ***

Ultimo giorno

Profumo di fieno il respiro,
fresca aria nel viso
se correvo più forte,
non capivo il dolore
correvo felice.
Fingevo il motorino,
con le mani manubrio
le labbra il rumore.
Infanzia lontana
di piccolo bimbo
che sempre ricorda.
Quel tuo sguardo perduto,
sorriso svanito,
silenzio,
preghiere,
commenti e fiori.
Timidamente m'avvicino,
la mamma mi spinge
per un ultimo bacio.
Caro nonno
ti ricordo così.

*** *** *** *** ***

Ricchezza vera

Brillavano di luce e calore
gli occhi tuoi
quando incrociavano i miei,
ho sussurrato ti amo
è stato subito sì.
Cavalcando tutti i sogni più belli
ci siamo trovati abbracciati
a volare nel limpido blu.
Non c’è ricchezza che valga
un’ora d’amore così.
Abbiamo insieme percorso
tante lunghe stagioni:
primavere fiorite, estate roventi,
autunni da nebbie offuscati,
anche gelo … fra noi.
Ogni nuova alba
l’amore è sempre rinato,
quel filo che ci lega, mai spezzato.
Tutto il nostro tempo d’amore
ogni minuto nei nostri ricordi.
Tanti anni volati con ali leggere
tepore di casa, lavoro sudato,
bambini cresciuti,
capelli imbiancati.
Nostro orgoglio soltanto l’amore!

*** *** *** *** ***

Ultimo ricordo

Ricordo le mie braccia
aggrappate alle spalle,
alla tua testa, scivolano
lentamente per aiutarti.
Quanto era difficile
coricarti nel letto
quella sera …
Nel tuo volto
si leggeva il dolore,
nel tuo sguardo si sentiva
l’odore del tempo che va:
ed ecco improvviso il lampo,
il tuono, lo scroscio di pioggia,
le mie gote bagnate …
Un’altra alba per te
cara mamma non ci sarà …

*** *** *** *** ***

Sognando prati fioriti

Nei miei occhi di bambino
vedevo solo cieli azzurri,
prati fioriti e rigogliosi,
ma durò poco questo sogno,
si presentò assai presto
amara e dura la realtà.
Ricordo … lunghi pianti
della mamma, conti da pagare,
piccole cose di ogni giorno
sembravano montagne da scalare.
Da tutta la mia vita questo
sogno mi fa compagnia,
ogni tanto sembra che si
avveri ma subito scompare.
Quando la vetta è
ormai vicina, ecco,
si scatena il temporale.
Scivolare ancora in fondo,
arrampicarsi, risalire …
Non posso dire certamente
che la vita così è bella,
eppure un po’ mi dispiace
pensare che, prima oh poi,
dovrò lasciarla.

*** *** *** *** ***

Il Poeta

Un poeta si ispira di notte.
Buio, silenzio, tiepida luce
di cielo sereno, sono invito
a profondi pensieri.
Insonne lavora con acuto
fervore, sempre cercando
spiragli di luce migliore
per vita futura.
Quello che esterna è come
sorgente di un fiume,
acqua limpida che sgorga
da rocce e scivola lenta
sopra un manto di sassi
fino a valle.
Magica penna scivola lenta,
scolpisce in un foglio
sensazioni, desideri, passioni,
rievoca vicende passate.
Freneticamente insegue
impossibili sogni, ardite
illusioni, anticipando talora
novità di pensiero,
virtuosi ideali, inattesi problemi.

*** *** *** *** ***

Grandine a primavera

Dietro i monti all’orizzonte
spuntò una nuvola, papà disse
subito “quella nuvola è brutta.”
Sembrava soltanto mezza luna
nera nell’immenso azzurro cielo,
però allargava, divorava veloce
i raggi del sole. Comparvero
lampi e tuoni in lontananza,
sbirciando dai vetri si vedeva
avanzare un muro di argenteo colore,
ormai padrona del cielo la
nuvola nera aveva tutto oscurato,
in pieno giorno sembrava già sera.
La campana del borgo.
con suono cupo e profondo
invocava preghiera, tutti riuniti
intorno al tavolo con mani
congiunte, mi prese in braccio
la mamma stringea sempre più
forte, mi cullavo, in quel caldo
ingenuo tepore.
Lampi e tuoni con grande fragore
squarciavano il cielo. Si sentì
rumore nel tetto, malefici chicchi
biancastri rompevano i vetri.
La preghiera si fece più tenua,
i volti tristi, oscurati, preoccupati.
Si placò lentamente il fragore, nel
prato imbiancato era come la neve.
Solo allora capii perché quella
fervente preghiera, quel grande
dolore nei visi e piangea la mamma.
Piante e viti spogliate come inverno.
Foglie, acerbi frutti e tralci di vite
facevano manto nel campo da poco
falciato. Pulcini morti in cortile.
Campo di grano disteso e stravolto,
spighe piegate, mozzate, mutilate.
Non ci fu raccolto quell’anno, ogni
sera si faceva un gran parlare su
cosa domani si potrà mangiare.
Spontanea, fervente e sicura la mia
famiglia ogni giorno pregava.
Ci volle del tempo ma venne
di nuovo il sorriso…
soltanto l’anno seguente
un lontano ricordo “sembrava”.

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Borghetto natio

Trent’anni da emigrante
partito quasi per gioco
non sono mai più tornato.
Scrivono i genitori, ora sono anziani,    
ci sono cose che dovrei firmare.
Mi preparo da mesi: vestito nuovo,
biglietto del treno,
mi fermerò tre giorni soltanto.
Là volano euro, se vuoi
apparire un signore, come dicono loro.
All’uscita dal tunnel, dopo le Alpi, vedo
di nuovo sorgere il sole, cielo sereno.
Cancellati di colpo giorni uggiosi,
piogge costanti, freddo pungente.
Stazione di Ancona comincio a pensare
è lontano il borghetto lassù.
Vedo correre una dolce bambina
riccia, moretta, molto abbronzata.
Sono stupito! Quando ormai è vicina
allarga le braccia e mi dice, sei tu Bruno?
Aspetta in macchina mio fratello
suo padre … e che macchina!!
Saliamo al borghetto, piazzetta deserta,
a piedi nel vicolo stretto.
Ricordo soltanto il portone di tavole
scolorite dal tempo,
tanto degrado, due gradini in cemento.
Ora muri puliti, aiuole e fiori,
scalini in granito, portone blindato!
All’interno odore di fresca vernice,
due bagni, tutto lucido e nuovo.
Dopo una doccia mi stendo in divano,
mio fratello dice che poi verranno anche
la moglie, con figli, mamma e papà;
cena per tutti al ristorante,
qui in piazzetta, vicino al bar!
Finita la cena tutti al caffè.
Qualcuno comincia a vociferare
c’è Bruno venite a vedere!
Pochi minuti e sono accerchiato
in centinaia mi vengono incontro.
“Ciao Bruno” e mi danno la mano,
a tutti un sorriso, un grazie sincero ma …
angoscia e tristezza mi bruciano il cuore,
non riconosco nessuno,
non ricordo queste persone chi sono.
Lunedì dal notaio mi fanno firmare
quella casetta da sogno la donano a me.
Solo solenne promessa
tornare più spesso!
Pomeriggio inoltrato già in treno e pensare.
L’indifferenza nei visi che incontro,
quel freddo saluto “buongiorno italiano.”
Farò alla mia donna, ai bambini,
questo racconto da sogno … poi chissà?

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Rumore del mare

Questo strano rumore
di acqua ondeggiante,
questo cupo rumore che
arriva puntuale, potente,
incessante, toglie
ogni altro pensiero,
toglie il respiro.
Da uno scoglio lo seguo,
lo scruto, lo ascolto, vorrei rubare
questo grande segreto,
vorrei capire
cosa ci vuole dire.
Sembra un oscuro lamento,
una poesia che si perde dentro,
che vorrei gridare ma …
non riesco a trasformare in parole,
è soltanto rumore.

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Terra tiepida

Bambini giocavano a piedi nudi
nella umida terra appena solcata,
ancora fumante: resa tiepida da
un timido sole di marzo.
Seminare patate, fagioli, granturco.
La nonna avanzava decisa, lasciava
cadere preziosi semi a precise distanze,
dietro un gruppetto con zappe e
rastrelli copriva.
Un sottile strato di morbida argilla
poi aspettare la pioggia, la primavera,
il germoglio dei semi, il filare diritto.
Ancora interrare, curare, diserbare,
alla fine di maggio il campo
rigoglioso e fiorito.
Finalmente alla fine di agosto
i frutti, il raccolto.
Era tutto un lavoro paziente,
reso allegro e felice da persone
che per tutta una vita guardavano
il cielo invocando una pioggia,
oppure il sereno. Scrutando anche
la luna e le stelle, nella speranza
di un raccolto più abbondante,
più buono.

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Chimera

Quando?
Rivolgeranno tutti i popoli
un loro canto di pace
da ogni angolo di mondo.
Oggi che
nonostante questo rimirando
si fa ancora guerra, crediamo,
questo immenso sole di
speranza un giorno sorgerà!
Quando?
Ogni popolo potrà capire:
non c’è spada, non c’è fucile
che può ferire il mare …
Non ci sarà mai
male più profondo
che sconfiggerà l’amore …
Allora forse
non sarà più chimera
questa suprema idea
di universale fraternità.

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Natura: immensa poesia

Spuntano fiori nei rami
spogliati da gelido inverno,
leggera rugiada bagna
morbidi petali, giovani foglie,
frutti appena formati.
In silenzio assoluto, nascosti
allo sguardo aumentano i rami,
ingrossano i fusti, maturano
i frutti, germogliano i semi.
Immensa poesia
madre natura
per chi sa apprezzarne il prodigio.
Benefiche piogge, raggi
di luce e calore diventano
fonte di vita, bontà di cibo,
certezze nel domani.
Dai giorni più remoti al più
lontano futuro che verrà,
con i tempi lunghi e costanti
delle quattro stagioni.

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Mezzo guscio di noce

Scintillante ogni volta di fresca vernice
mezzo guscio di noce
dalle onde teneramente cullata
lentamente scivolava nel blu.
Bianca vela carezzata dal vento
silente e veloce nel vuoto orizzonte,
da sogno la scia in morbida schiuma
leggero ondoso fruscio soltanto per noi.

Quando aiuto del vento
veniva a mancare
un tuffo nei nostri più dolci ricordi,
meta lontana non importava
a noi bastava spezzare catena
dei frenetici giorni in città.

Finite le verdi stagioni, ora la barca
è distesa, nella sabbia adagiata.
Lunga vita alle nostre bravate di pesca
ai festosi ritorni nel chiaro di luna.
Dissolveranno le nebbie d'autunno
progetti e programmi per tempi futuri.
Splendida mezzo guscio di noce
forse con noi non salperai più.

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Ossessione e desiderio

Mentirei amaramente
se dico e giuro, amore non è niente
e a nulla certamente vale
soffrirne tanto.
Ora tristemente vedo
Quant’è profondo questo dolore in te
che amore inutilmente insegui
e non riesci ad afferrare.

Ingenuo sguardo
nei tuoi occhi svela;
profondo pensiero,
ossessione e desiderio,
di amore sincero.

Inguaribile nostalgico
nel grigiore di remota gioventù,
in cuor suo spera che sguardo tuo,
rimanga sempre com'è ora.
Tenero, dolce, appassionato;
dell'amore innamorato ...
e che finalmente sia,
teneramente ricambiato.

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Questa vita

Una lunga commedia ...
tutti gli atti del repertorio
prima o poi dovrai recitare,
ma non sei un attore,
non sei preparato.
Dovrai affrontare con le tue mani
tutto ciò che nessuno,
da universale destino, mai sfuggirà.

Le tue commedie
in tempi e luoghi
molto spesso a sorpresa,
il tuo teatro, ovunque sarai;
ogni istante, ogni gesto,
ad ogni tuo movimento
seguirà sempre un commento,
qualcuno poi riderà ...

Infinita commedia
che sempre sorprende,
tutto acconsente e tutto riporta
in estratto conto finale.
Lungo elenco di giorni
attivo e passivo verso l'ignoto,
tempo del quale tutto il tuo passato
come in un film ... ti sarà proiettato.

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Sbiadite emozioni

Amore è un fuoco acceso!
Quando è vivo profuma,
illumina, riscalda …
Anche una bella fiamma
si spegne lentamente
se non l'abbracci
con tenerezza,
sentimenti veri.

Inutile frugare ceneri
d'un fuoco spento,
troverai soltanto
pensieri freddi e vuoti.
Non darà più luce,
non potrà scaldare ...
non tornerà a nuova vita
legna ormai bruciata.

Vana illusione, riaccendere
una fiamma spenta ...
Può sembrare un'altra novità
ma saranno sempre
"sbiadite emozioni",
nell'intimo dei tuoi
sentimenti stanchi.

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Sogni traditi

Giardino deserto
il nostro sogno d'amore,
petali al vento
i nostri giorni felici,
fiori appassiti
i nostri sguardi annoiati.

Dove sarà
quell’ingenuo sorriso
nel tuo visino felice,
come universo affollato
di vita, di luci, di cose,
al centro soltanto noi due.

Infantili bugie
le partite di calcio in TV,
ogni pretesto, buono
per sederci vicini,
con profondi pensieri
nelle infinite illusioni.
Le più assurde invenzioni
per prendersi la mano
e volare nei sogni
di roseo futuro:
oggi soltanto ...
mesto tramonto.

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Racconti di nonni

All’ombra di pini secolari
nostra ultima dimora, silente
luogo di fiori e di preghiere.
Ricordo questi avi parlar fra loro
soltanto di guerre, fame, malattie:
bimbi nati e vissuti poco perché
non c’erano dottori, cure, medicine.

Crescevano veramente soltanto
di amore e poche cose
che natura poteva dare.
Cena soltanto insalata e poco pane,
andare presto a letto,
all’alba pronti, sempre lavorare.

Ardua impresa raccontare sensazioni
di persone umili che hanno vissuto
la prima e seconda guerra mondiale
epidemie mortali, povertà vera:
quasi di colpo si sono trovate in casa
elettricità, acquedotto,
radiolina, TV, lavatrice!

Andavano a piedi in paese, a volte
osteggiati, derisi: Nel volgere di
pochi anni con giacca cravatta
e la seicento.
Non saprei come dire di quei visi …
allegri, felici: timidamente orgogliosi.

Un pensiero fisso,
costante preoccupazione …
speriamo non sia soltanto
una breve illusione.

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Ideali

Piccolo borgo sperduto, angolo
abbandonato fra incuria, erbacce,
“monumento” ad un partigiano
caduto. La lapide dice …
fucilato da sconosciuto soldato.

Sono anche malato ed avanti in età
ma ringrazio il Signore che ancora
posso essere qui a pregare, a ricordare
un caro amico sfortunato, che qui
ha trovato la sua “tragica fine”.

Catturato, condannato, fucilato, in
poche ore da sconosciuto soldato:
agli ordini di un regime
violentemente, fanaticamente, ”razzista”.
Forse anche questo soldato avrà avuto
la sua tragica fine. Tanti soldati e
partigiani ora giacciono in pace
“equiparati…” nella tragica fine.

Chiedo rispetto per ogni persona
caduta in guerra: per ogni ideale,
ma nel mio modo di pensare
non potrà mai ”essere uguale …”

Muore la vita ma l’ideale non muore.
Morire per cercare libertà,
morire per difendere un regime
violentemente, fanaticamente, razzista
non si può “considerare uguale”.

Anche se sono centinaia e milioni
“è differente” ogni ideale …

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Agricoltore oggi

Il contadino di oggi non è più
come tanti anni fa: quando arava
la terra con i buoi, viveva in grande
famiglia, andava a piedi in città …

L’agricoltore oggi è grosso imprenditore,
molto meccanizzato, produce grandi quantità!!                          Abita in villa con riscaldamento,
ha due macchine per recarsi in città.

Quasi sempre ha molta istruzione,
dimestichezza con chimica, meteorologia,
economia e quant’altro … chissà!

Deve essere esperto in diserbanti,
fertilizzanti, cercare i semi migliori,
ogni cosa che produce sarà etichettata:
deve garantire qualità!

Quella vita di campagna tranquilla,
spensierata, ormai è andata, non c’è più!
Col rumore dei trattori, le ansie per
la pioggia, le tasse da pagare …

Sono ormai parificati ad ogni altra attività!
Sarebbe ora di pensare ad una
etichetta per gli ambienti di lavoro
e per la moralità, “a più alta qualità!”

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Da Adamo in giù

Al traguardo (fine corsa)
tutti sono sempre arrivati.
Troppo impegnati, sfaticati,
belli, brutti, o sfortunati.

Spaparazzando in allegria,
molto stanchi da lavoro,
arrabbiati per denaro, servi
o padroni …  in compagnia.

La cicala? Canta e vola.
La formica? Sempre muta,
in fila a lavorare, lavorare.

Tutti insieme in quella via:
nessuno si potrà vantare: tutti
uguali finiremo! Nelle bare.

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Preghiera

Madonnina che siedi in trono
su in cielo, siamo fedeli tuoi,
volgi il Tuo sguardo materno
aiutaci Tu.

Vogliamo portare nel mondo
il conforto, il perdono, l’amore,
a chi non conosce la luce, a chi
ha smarrito la via, che con tanto
dolore aveva tracciato Gesù!

Tu hai sofferto, sperato, gioito,
con in grembo quel pargoletto,
l’hai nutrito, cresciuto,
stretto al Tuo petto!

L’hai seguito nel Suo cammino
e nel momento più brutto …
fa che anche noi possiamo
gridare, illustrare nel mondo
il Suo insegnamento.

Cara Vergine Santa; sorgente
di vita, di pace e d’amore,
abbiamo sempre bisogno d’aiuto,
avremo sempre bisogno di Te.

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Millenovecento

Millenovecento diviso a metà ...
Cinquanta anni di lotte e guerre,
cinquant'anni di pace e libertà.
Cambiamento totale di vita
difficile da spiegare e capire
per generazioni future.

Da fame e povertà,
analfabetismo e fanatismo,
in soli cinquanta anni
ora siamo automatizzati,
robotizzati, ubriacati ...
di lusso e comodità.
Chi potrà mai immaginare
ciò che abbiamo desiderato,
provato, vissuto,
passando da lavori
manuali e pesanti
all'attuale alta tecnologia.

Dal muoversi a piedi oppure in bici
ad un'auto ognuno e anche
un telefonino. Non è stato
un progresso programmato,
tutto è stato e rimane confuso,
disordinato, disarticolato.
Molti problemi avremo dopo
l'anno duemila: ambiente,
prodotto inquinante,
ghiaccio che scioglie,
rumori assordanti,
differenze sociali preoccupanti.

Pari diritti sempre lontani,
popoli erranti per necessità,
natura di tante ricchezze
sconosciute o nascoste
nelle mani di pochi,
prigionieri delle loro avidità.
Forza della comunicazione,
aiuti concreti e buona volontà!
Presto ogni popolo
potrebbe avere,
pane, medicine, istruzione,
lavoro e pari dignità.

Surriscaldamento, inquinamento,
sarà il vero problema futuro,
forse anche lungo nel tempo,
ma si potrà studiare e curare!
Le prospettive di vita sono oggi,
migliori, di cento anni fa.

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Specchio

Guardare dal ponte
silente fiume alla foce.
Finisce la sua esistenza
intriso di inutili foglie,
cartacce, sacchetti.
Acqua malsana
dispersa in onde salate.
Eppure era dolce, limpida,
alla sorgente tra i boschi
in un bel rivo ghiaioso.

Poi … nel suo percorso
tra faggi e betulle raccoglie,
trascina incurante,
“quasi si nutre” di fango,
di melma, di schiuma.

Vorrei un martello …
spaccare lo specchio.

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Da Adamo in giù

Al traguardo (fine corsa)
tutti sono sempre arrivati.
Troppo impegnati, sfaticati,
belli, brutti, o sfortunati.

Spaparazzando in allegria,
molto stanchi da lavoro,
arrabbiati per denaro, servi
o padroni …  in compagnia.

La cicala? Canta e vola.
La formica? Sempre muta,
in fila a lavorare, lavorare.

Tutti insieme in quella via:
nessuno si potrà vantare: tutti
uguali finiremo! Nelle bare.

*** *** *** *** ***

Zingari

Storie di povera gente,
li chiamano zingari ladri;
vivono nelle sponde dei fiumi,
sotto i ponti, nelle tende.

Chissà quanto freddo
con gelo e la neve.
Mi dicono, li devi odiare!
Rubano le nostre cose …

Non hanno voglia di lavorare,
non vanno a scuola,
si lavano assai poco, il solo
mestiere per loro è rubare.

Non vorrei credere,
avranno anche queste persone
una loro dignità. Parlare,
capire, aiutare a cambiare.

Grandi problemi … problemi
di stati, confini, assidui
e severi controlli. Girando
le spalle “non cambierà”.

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Aspettando l’aurora

Splendido azzurro stellato
ingrata solitudine offusca.
Disteso sul letto nel buio
di notte … per cielo il soffitto.

Volano nuvole nere,
temporali di lacrime amare,
cercare stelle, la luna …
e l’alba tarda a venire.

Aspettando l’aurora sognare
lo spazio infinito, un altro
pianeta più ignoto che mai,
immaginandolo arido e spoglio.

Solitudine: nebbia avvolgente
t’inchioda al passato,
al futuro toglie la luce,
ti senti inutile, fermo, legato.

Malefico tarlo invisibile
di tutto il sapere ti spoglia,
di sventura si nutre
divorando l’orgoglio.
Automa guidato dal nulla
insegui qualcosa che sai non c’è:
come in deserto ti senti perduto,
la tua via…  un miraggio.

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Viva l’amore

Viva l’amore quando c’è
saranno guai seri
se l’amore mancherà!

Terra, cielo, sole, mare,
tutto è amore,
tutto vive per amore,
tutto un giorno può svanire
se l’amore mancherà.

Acqua che scende, erba che
cresce, bimbo che nasce,
tutto vive ed è amore,
tutto un giorno può svanire
se l’amore mancherà.

Il sogno di ognuno:
la pace nel mondo,
la terra pulita,
la vita serena,
tutto questo è amore.

Tutto vive ed è amore,
tutto quanto può svanire
se l’amore mancherà!

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Presente e futuro

Parole, parole, parole.
Scritte, trasmesse, scolpite,
sussurrate, cantate, urlate.
Bombardamento mentale,
giungla d'affari, d'affetti,
d'amori fugaci, desideri sospesi.

Sono disorientato,
in vuoto d’inerzia
avvolto nel fango.
Occhi bendati scrutano
banalità del presente,
svaniti orizzonti, spenti sorrisi.

Invoco certezze
non vuote parole,
un mondo in fratellanza reale,
luminose presenze
di unica verità,
in stabile pace.

Vorrei vedere prati fioriti
nei pensieri rivolti al futuro,
mani sporcate da onesto lavoro.
Emarginare furbetti, furboni,
furbastri. Rianimare ...
moralità, stabilità, legalità.

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Grazie sempre

Felicità non è
soltanto grandi mete,
felicità è vivere ...
non sarà triste o banale
anche per chi non ha
completa abilità.
Pescare nel profondo
positivi pensieri,
un gesto d'amore
e fantasticare ...

Disegnare un pensiero
per nutrire l'inconscio;
sarà profumo all'ascolto
colore al silenzio,
sapore di miele
alla voce del vento,
parole infuocate
alla pioggia che scende.

Aggirare l'ostacolo
sentirsi uguale.
Donare ...
sorriso di un fiore,
un grazie speciale
a chi ti è vicino,
alla luce di stelle
e dei sogni …
anche alla nuvola
che ti oscura il sole.

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Pasqua

Pasqua di ogni cristiano
è momento di grande dolore,
di grande festa, di grande mistero,
che solo la fede può svelare …

Celebriamo la morte di un giusto,
del più innocente di tutti i giusti,
con dannato alla morte più atroce
che l’umanità ha mai immaginato,
soltanto per avere insegnato
il perdono come unica via di pace.

Amare il nemico, donare ricchezza,
non giudicare, non condannare, non odiare.
Pensate. Per questi ideali è stato
condannato NOSTROSIGNORE …
Noi crediamo: siamo certi che poi è risorto,
vediamo ogni giorno quanto è importante
quello che ci ha lasciato, insegnato.

In questi duemila anni il mondo
sarebbe crollato, se tutto questo non
fosse vero, non fosse mai avvenuto.
Quando tutto va male,
quando tutto sembra crollare,
dobbiamo pensare. Ma cos’è questo
in confronto di quanto ha sofferto
NOSTRO SIGNORE!

Questa è la Pasqua che
vogliamo celebrare …
che “dobbiamo”
coltivare nel cuore.

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Onda impetuosa

Parete a picco immersa nel blu;
onda impetuosa bacia
candida roccia,
lancia una scia di stelle
in morbida schiuma e svanisce,
rinasce ... di nuovo svanisce,
fugace nel nulla si perde.

Dal lontano orizzonte
nella parete s'infrange;
ora lenta, acquietata,
ora funesta, rabbiosa, inquietante.
Mutevole in balia del vento,
sempre uguale
dalla notte dei tempi.

Natura che sempre sorprende
regala emozioni
che mai avevi apprezzato.
Un fiore nel prato
che ieri non c’era,
bianco di neve al risveglio,
fiori di pesco nei rami spogliati;
tuono assordante
dopo un lampo nei cielo
… l’arcobaleno …
Se ti fermi a pensare
ti stupirai
di tutto un pianeta mutevole
dove molteplici eventi
non cambiano mai!

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Ciclismo

Due ruote, due pedali, un manubrio per guidare,
il meccanismo è tutto qua!
Tutta Italia il ciclista girerà:
pianure infinite, salite dure, discese ardite,
da città in città per vincere la tappa,
avere grande festa e celebrità !
Mentre lui festeggia qualche suo collega
in salita ancora annaspa per poter arrivare
entro il tempo massimo concesso,
per partire anche domani e finire il giro
fino a Milano; che è già molto, per chi sa
che la gloria e la vittoria per lui non ci sarà.
Abbandonare (ritirarsi) solo per malattia,
caduta o gran necessità;
altrimenti sarebbe un tradimento
per la squadra e la sportività ….

Già quando si parte il ruolo è assegnato:
chi farà il gregario deve aiutare,
chi a più probabilità deve cercare
di vincere e guadagnare,
poi tutti a dividere e festeggiare!
Ciclismo è uno sport molto duro,
di squadra, di forza, di abilità.
Non c’è tifo con malignità,
dopo il traguardo sono strette di mano
sorrisi e cordialità.
Non c’è rissa fra tifosi
c’è rispetto per la gran fatica che si fa !
Qualche furbo ogni tanto ci sarà
come in ogni altra attività!
Basterà premiare la serietà,
chi le regole rispetta:
punire seriamente ognuno che ci proverà!
Allontaniamo da ogni sport
chimica e pasticche …
Cominciamo subito da adesso …
Soltanto bistecche, tagliatelle e vino rosso!

*** *** *** *** ***

Bambina già donna

Ti guardo da sempre, non
avevo notato, sei molto
cresciuta … hai superato
quel tuo sguardo bambino.

Ora sei donna, pronta
all’amore. Chiederò i tuoi
sogni, vorrei unirli ai miei,
come fiori dei campi …

Prenderemo i più colorati
quelli che non si avverano mai
unendoli forse … chissà!

Qualcosa di vero, in una
limpida alba solo per noi,
dopo lieve rugiada … sboccerà.

*** *** *** *** ***

Un circo

Sotto un grande tendone,
la pista coperta di sabbia.

Cavalli e cavalieri,
feroci leoni e giocolieri,
acrobatiche donne volanti
lanciano felici un sorriso.

Clown si dipinge il viso
ingrossa il suo naso poi …
balla tutto impacciato,
traballa, grida allarmato:

ma cosa ridete…
sono inciampato!!!

*** *** *** *** ***

Notte di San Lorenzo

Tutte sorelle
queste lucenti stelle,
figlie di amanti segreti
che s’incontrano
oltre le nuvole.

Si sfilano, cadono,
muoiono … e non solo
in quella notte speciale:
dovevano ormai
essere estinte.

Invece rinascono
da quell’incontro segreto
di due corpi lucenti …
amore fatale
di luna e sole!

*** *** *** *** ***

Margherita

Cara Margherita ti piace
ridere e scherzare, ma così
ti prendi gioco della mia vita ...
Da sempre siamo buoni amici
abbiamo fatto scuole insieme
mi conosci, sai bene,
cosa provo io per te!

Margherita … Margherita
sei tutta la mia vita:
non puoi ancora farmi sospirare,
non si scherza con l’amore,
siamo grandi è ora di sposare,
questa sera devi pronunciare
questo dolce immenso SI!!

Arriveremo fino all’alba con
questo ritornello, credo sia questa
la canzone che vuoi tu:
suonerò anche domani,
m’inginocchierò se vuoi,
mi sono arreso come vedi,
sarò sempre quello che vorrai ...

Margherita … Margherita
sei tutta la mia vita:
non puoi ancora farmi sospirare,
non si scherza con l’amore,
siamo grandi è ora di sposare,
questa sera devi pronunciare
questo dolce immenso SI!

*** *** *** *** ***

Verità storiche

Alcuni ideali, valori morali,
valori sociali, famigliari,
sono stati perfezionati
in secoli passati
con lotte e guerre,
con sangue e sudori:
ora sembra si vogliano
cancellare, dimenticare,
affondare.
“RISULTATO”
Amarezza, conflitti, tristezza,
depressioni, dolore.
Soltanto scienziati,
studiosi, scrittori,
potranno capire e spiegare
ad umani futuri,
onde evitarne l’errore…

*** *** *** *** ***

Succo di uva

Dura la vita falciare erba
tutto il giorno per fare fieno,
ma non importa resisteremo:
intanto col succo d’uva
facciamo il pieno!
Poi allegria quando fa sera,
su le ragazze
allungheremo la mano,
sui capelli sul seno,
giusto per capì
se ce vorranno sta …
Non dico altro cosa faremo
tanto voi mamme capite bene ...
Faremo solo quello che
anche voi (prima de sposà)
ve sete fatte fa.

*** *** *** *** ***

 

Trattative per una serenata

La maestrina ogni mattina a piedi
si incammina va a insegnà,
romantica e carina tutti
la stanno a corteggià!
Un vero tesoro per noi, ultimi
rimasti, che cantiamo serenate
ma solo per chi le può pagà…
L’ultimo s’è presentato stamattina
con diecimila in mano,
ti supplico, ti prego, domani
è suo compleanno, questo è
unico regalo che certamente gradirà!
Ma caro tu lo sai, noi siamo in tre,
a cinquemila ognuno
con diecimila solo, non se po’ fa ...
Non te preoccupà che poi te li darò:
e no signore, queste cose qua
se pagano prima perché poi, chissà!

Noi siamo in tre: io so France e canto,
Giuvà cu la chitarra, Gigetto l’organetto ...
facciamo i muratori per mille lire al giorno
ma tu non te devi approfittà! Poi c’è pure
il problema che il vicoletto è stretto ...
Per l’ove marce ormai semo attrezzati,
ma l’ultima volta l’acqua bollita
ce volevano tirà!
Volemo ancora altre diecimila
ci vuole un supplemento, perché
fra vicoletto stretto, i vicini che
vogliono durmì, c’è rischio ormai:
succede troppo spesso de cantà ste
serenate ... Un giorno o l’altro succede
che qualcuno: ce le sonerà!

*** *** *** *** ***

America

Grande potenza d’oltre mare
tu da sempre grandi speranze
nei popoli sollevi …
Sono venuti da te
per una vita migliore
da ogni angolo di mondo
e tu a tutti tanto hai dato.
Noi dall’Europa poi
tanto di più ti dobbiamo
per quanto ci hai aiutato
nel buio che eravamo caduti
nel secolo passato.
Oggi anche noi Europa
siamo grande potenza.
Ti aiuteremo a combattere
tiranni e terroristi;
a tirare su quella umanità
più povera che a fame,
che manca di istruzione,
a volte anche d’acqua e medicine.
La democrazia e la libertà però
non si potrà portare:
bisognerà aspettare e poi verrà.
Verrà da se quando un popolo
con l’istruzione e l’informazione
conoscerà il gran valore
di questi ideali universali,
importanti, fondamentali.
Democrazia e libertà però
saranno sempre una chimera;
da desiderare, da cercare,
da perfezionare, da conquistare,
anche per chi (come noi)
da tempo ormai ce la …

*** *** *** *** ***

Nozze d’oro

Sei apparsa come
rondine a primavera.
Come due rondini, abbiamo
costruito insieme, il nostro nido
e sono venuti i rondinini!

Bambini cresciuti in allegria
appena grandi sono …
volati via. Altri nidi hanno
costruito sono venuti altri
bambini, evviva i nipotini!

Dopo cinquant’anni
nonostante bufere, venti
devastanti, qualche volta il
gelo! Siamo sempre insieme,
ci vogliamo ancora bene …

Fotografie di figli sposi e
pargoletti, ci fanno compagnia.
Giorno speciale, grande festa,
auguri per tanti anni ancora
tutti insieme.
“in allegria!”



*** *** *** *** ***

Vento

Vento forte stamattina:
spinge, fa freddo.
Mi chiudo fino al collo,
abbottono tutto il cappotto
per proteggere anche il petto!

Esce da un portone una ragazza
alta bionda appariscente,
chioma lunga ben curata,
che viene scompigliata
alla prima folata …

Vorrei rimediare, ho un pettine:
come allungo la mano
mi propina un ceffone!
M’inginocchio per raccogliere
gli occhiali, anche un calcione!

Un ciclone questa donna …
Sarà il profumo che emana,
forse anche il panorama: vorrei
ringraziare chi gli ha venduto
“questa minigonna”

*** *** *** *** ***

A Giorgio
(per i suoi molti anta)

Quattordici marzo:
pochi giorni a primavera!
Sorriderà al celo un nuovo prato,
viole, ciclamini e nuove foglie;
nuova vita a rami spogli.

Nostro augurio tanta allegria.
Cosa vuoi che sia, un anno in più;
quando ancora l’aria è buona,
ti sorride un nuovo anno
e la vita tutt’intorno profuma.

Compleanno: sempre bello
in compagnia. La foto sul giornale,
grigiore nei capelli, barba bianca.
Gli amici ci scherzeranno su.
Non ti preoccupare sono gli anta.

D’ora in poi voleranno come vento,
tutti noi … e anche tu,
siamo ottimisti più che mai:
la festa vada avanti sempre allegra
fino anche … oltre cento!

*** *** *** *** ***

Forever Ussita

Errando fra boschi e colline della
nostra regione puoi incontrare una
splendida valle con un piccolo borgo
particolare, dove tutti i servizi che
puoi cercare, banca, teatro, negozi,
ufficio postale, formano un cerchio,
piccolo spazio a forma di cuore!
Un torrente che passa diritto nel mezzo
sembra una lancia che lo vuole spezzare.
Qualche motore romba ogni tanto,
ricorda il rumore assordante delle
grandi città, ma è soltanto un sollievo,
sembra sentire qualcosa di familiare.
Qua non serve velocità, pigiare
l’acceleratore, la vita di ogni giorno
è un film a rallentatore.
Quando sali più in alto dove bosco
finisce se volti le spalle alle rocce
si apre allo sguardo una valle infinita:
picchi rocciosi, boschi, stradine,
tetti di case, pascoli verdi. Al finir
dell’estate l’orizzonte si arricchisce di
tanti colori, mescolando foglie gialle,
rossastre, arancione, marrone, con
bosco ancor verde, con qualche
fiore che resiste, non vuole morire.
Quadro confuso, meraviglioso,
che neanche un bizzarro pittore
poteva inventare.

*** *** *** *** ***

Noia estiva

Ogni estate la storia si ripete!
Bagno in acqua salata, sdraiati in
spiaggia affollata, guardare col naso
in su l’aereo con lo striscione,
bambini e l’aquilone …

La musica poi è sempre la stessa.
Dalla punta estrema dello stivale
fino al Conero mettono sempre:
Volare, I Watussi, Gianni Morandi,
i Beatles e poco più …

Dal Conero fino a Trieste
solo musica romagnola. Polca,
mazurca, valzer, tango e foxtrot!
Caro bagnino ci siamo stufati,
vogliamo di ogni anno l’ultima novità,
musica allegra, italiana, di qualità!

Bello, nuovo, il tuo chalet, il banco del bar,
la macchina del caffè. Ti devi aggiornare,
Anche la musica devi cambiare!
Vogliamo un tocco di modernità,
ogni anno le migliori novità,
canzoni allegre, italiane, di qualità!

*** *** *** *** ***

Un prato

Ti ricordi quel prato
avevamo giurato.
Ricordi l’altare?
L’eterno amore …

Ti chiedevo: nel tuo passato
quante volte hai giurato?
Ridevi, ridevi, scherzavi.
Sono sincera ti puoi fidare!

Pensavo, credevo, speravo,
non ci sarà tempesta,
temporale: avrà il cielo
sempre sereno, quest’amore.

Ora sento mi sfuggi,
ti vorrei parlare e scappi,
non vedi la mia tristezza,
il tuo sguardo calpesta …

libera rondine
ti guardo volare …
libera rondine vorrei,
vederti tornare.

*** *** *** *** ***

La storia è sempre quella

Ti sei fatto la casetta
bambini e moglie che aspetta
il cielo con la mano
ti sembra di toccar.

Ma se ti guardi intorno
il tetto che fa acqua
la macchina non parte
s’è rotto il frigorifero.

Le rate che ci sono già
anche stavolta
cara moglie lo stipendio
non ci basterà.

Ricordo quando ero
piccolino questi erano
i problemi anche di papà.
Trentenni da allora
progresso e benessere
per tutti ma per noi
che lavoriamo
la storia è sempre quella.

Grazie padrone con
la speranza che ci farai
sempre lavorar
perché già così è dura.

Se perdiamo
anche il lavoro
come si farà.

*** *** *** *** ***

Filastrocche del nonno

Mio nonno da ragazzino
s’alzava molto presto, al mattino,
faceva il fornaretto!

Con la sua gerla in bicicletta
portava pane appena cotto.
Prima delle otto aveva già fatto:
tutto il giro della città.

L’odore di pane fresco
è il sapore del lavoro,
dalla semina al raccolto.

Poi farina, impastare, pazientare,
tutto il tempo che ci vuole,
per farlo lievitar!

Dal forno quando esce
sembra oro … “Un lingotto!”
ma è tenero e buono,
solo da mangiar.

*** *** *** *** ***

Artigiano di tempi passati

Tutti quelli che avevano scelto
di fare l’artigiano: muratore,
falegname, arrotino, mugnaio,
maniscalco, imbianchino. Avevano
tutti una cosa in comune, erano i
primi ad alzarsi al mattino! Alle prime
luci dell’alba tutti pronti al lavoro
come tanti ingranaggi uniti fra loro,
nessuno poteva rallentare, ognuno
aveva grande famiglia da sfamare.
Bambini aiutavano a volte con duro
lavoro, per farli imparare dicevano loro,
andare a scuola non sempre si può,
giocare in cortile solo in tenera età.

Vivevano insieme nonni, genitori,
a volte anche zii e nipoti: famiglia
molto allargata, severa, disciplinata.
Con ansia aspettare i vent’anni; andare a
fare il soldato sembrava una liberazione.
Partivano un po’ imbronciati, impauriti,
tornavano allegri e maturi, fieri e sicuri!
Tornavano al lavoro con molto fervore,
cominciava la “TUA VITA.”
Ti sentivi immortale
con le braccia aperte all’amore …

Vede la luce
e subito piange
ha già capito?
Tanto progresso
benessere a tutti
cuori più duri.
Libro aperto
invito a lettura
tempo perduto?
Merlo che vola
cacciatore che spara
fine del volo.

*** *** *** *** ***

Scrivere

Perché scrivere ora
quasi all’ultimo bivio,
come foglia ingiallita
in balia del vento.
Che senso puoi dare
a illusioni represse,
sogni svaniti,
desideri negati
inariditi dal tempo.
Saranno soltanto
espressione di giorni inutili,
che osservi in silenzio
e vorresti cambiare.

Ogni giorno in più
sarà un po’ di percorso
nel viaggio solitario,
che nessuno mai finirà.
Strada incompiuta,
lascerà sempre qualcosa
dove non potrai arrivare,
oppure non potrai avere.
Scrivere sarà
ogni pagina in più
come un giorno di vita,
da aggiungere
a tutto un tempo
di opaca esistenza.

*** *** *** *** ***

Amare veramente

Per amare veramente
non basta dire tante frasi,
non basterà giurare in un altare.
Amare veramente sarà restare
uniti tutti i giorni della vita,
credere che in due si è più forti,
affrontare sempre insieme
ostacoli, problemi, difficoltà,
con la fede che poi l’arcobaleno
riporterà il sereno.

Sarà bellissimo addormentarsi
fra le braccia,
svegliarsi uniti più di prima,
pensare alla vita di ogni giorno,
a sogni e desideri con la certezza
che saranno sempre rose e fiori.

Ma l’amore se è vero si vedrà
nei momenti tristi, di interiore
difficoltà, nelle occasioni e
tentazioni che la vita poi …
presenterà. La misura sarà
la sofferenza nel chiedere perdono
la sincerità di chi lo dà.

*** *** *** *** ***

IL Pescatore

Già dalla notte dei tempi la mia
famiglia viveva di mare.
Con la pioggia, col vento, con sole, con gelo,
si doveva andare a pescare.
Anch’io volevo aiutare ma papà mi diceva
severo “lascia stare” sei bravo devi studiare,
devi avere una vita migliore.
In silenzio pensavo, da padre in figlio
lo stesso lavoro può continuare,
ma così l’anello si spezzerà.
Devo ringraziare ora sono laureato
lavoro in ufficio, tutto programmato,
tutto regolare, neanche caldo e freddo
c’è il condizionatore!

Tristemente mi chiedo ogni tanto
cosa farà il mio papà quando
non potrà più pescare, si sentirà
un pesce fuori dal mare!
Come farà con le sue avventure,
onde devastanti, ormeggi spezzati,
vele squarciate.

Noi ascoltiamo interessati ma da
sempre abbiamo capito.
Queste avventure non sono mai vere:
gli piace ingrandire, drammatizzare,
ogni tanto qualcuno gli dice
ma a chi la dai a bere!

*** *** *** *** ***

Pensione in allegria

Dopo tanti anni di lavoro
il gran giorno è arrivato
da domani sarò un pensionato.
Non mi dovrò più preoccupare
della crisi che verrà,
della borsa su e giù,
della fabbrica che chiude,
del mestiere da cambiare.
Con lo stipendio che sarà
anche senza lavorare
tranquillo dormirò,
sognare a volontà.

Niente più sveglia al mattino
mi alzerò quando mi va!
Mi dicono ti annoierai,
da pensionato non sai mai
mai cosa fare:
questo a me non succederà,
tutti chiedono di aiutare,
nipotini da accudire,
orto da coltivare,
quando mai mi fermerò!
Forse sarà allegro e divertente
ma dovrò sempre lavorare.

*** *** *** *** ***

Libro aperto

Quella timida sensazione
che senti da uno sguardo,
che illumina il sorriso,
che si legge come un
libro aperto nel viso,
subito potrai capire
è amore …

Quel caldo timido brivido
sarà sempre più intenso,
profondo, schiuderà al
tuo pensiero tutta
l’immensità del mondo.

Quando le tue braccia aprirai
dovrai essere forte e
scegliere giusto,
essere attenta nel valutare
se poi sarà.
Vero Amore.

Dovrà essere a quattro mani
e un solo pensiero,
quattro braccia strettissime
e un battito solo.
Non dovrà essere soltanto
essenza di sensi, ma realtà
costante per tutta una vita.

*** *** *** *** ***

Poveri e ricchi

Sono sempre troppi
i poveri che muoiono
di fame ma in numero
forse proporzionalmente
paragonabile ai ricchi
che muoiono di
suicidio.

*** *** *** *** ***

Pensieri

Ascoltare imparare
studiare guardare
capire riflettere
ricordare elaborare:
pensiero sempre più
impegnativo, sottile,
profondo, su tutti gli
argomenti del mondo.
Saranno veramente
utili profondi pensieri
oppure soltanto
desideri?

*** *** *** *** ***

Vacanza speciale

Colorate città, splendidi monumenti,
altissimi grattaceli, spiagge affollate,
popoli di ogni colore con usi costumi
e problemi per ognuno diversi,
tutto mi sembra lontano e confuso.

Mi attira di più
una qualunque spiaggia deserta,
il fruscio di onde, lo sguardo nel vuoto,
il silenzio assoluto interrotto ogni tanto
da un gabbiano che vola.

Mi piace rubare il profumo di un fiore
e lasciarlo al suo posto per domani,
se potrò ritornare.
Guardo stupito le foglie immobili
di un albero che d’improvviso
spinte dal vento,
sembra si mettano a parlare.

Mi piace il lavoro, il progresso, tutte
le meraviglie che l’uomo potrà
inventare, ma sento di apprezzare di più
il gemito di un bambino, il suo sguardo
innocente, l’orgoglio di mamma e papà.

*** *** *** *** ***

(Stati Uniti d'America - Guerra di Secessione)

Coro di soldati sudisti

Non ci sarà perdono,
non ci sarà pietà,
dal nord sei venuto
al nord dovrai tornar.
Non ci arrenderemo
combatteremo fino a
quando un’arma ci sarà.
Non faremo prigionieri
vi aspetteremo quando
entrerete quaggiù
nelle città …

*** *** ***

Coro di soldati nordisti

Noi siamo il nord
fiero e potente,
non siamo invasori,
portiamo progresso
democrazia e libertà.
Libereremo i vostri
schiavi, gli daremo
istruzione e dignità.
Vinceremo questa guerra
ma non vi pentirete,
ci renderete onori!
Saremo un popolo unito
in un’unica bandiera.
Urrà! Urrà! Urrà!

*** *** *** *** ***

Senilità triste

Unico conforto ormai questo
venticello che vola verso il mare,
movendo foglie sembra suonare
una piccola, armoniosa, melodia.
Affido a te questa solitudine che mi
avvolge, la solitudine che provo
in mezzo a tanta gente, a figli
lontani indaffarati, a chi vorrei
chiedere conforto, invece sento,
sempre più indifferente.
A questa società che non perdona,
a questo progresso che c’è stato,
che anch’io vorrei godere
ma sento, ormai mi sfugge,
prigioniero di questa solitudine
che rattrista, trafigge …
Forse utile in qualcosa ancor sarei
se qualcuno mi cercasse
per questi miei capelli grigi,
ma vedo che ormai
per quanto forte griderò
non ci sarà chi mi ascolta.
Non è più tempo di sognare,
questa solitudine sarà la mia vita.
Anche se combatterò per evitare,
per non pensare, sento che
mi può, spezzare il cuore.

*** *** *** *** ***

Amore amaro

Cara amica bevi pure,
bevi ancora, puoi finire
il tuo bicchiere se ti va.

Come vedi sto parlando,
questo amico vuole proprio
dire qualche cosa su di te:
su amori che hai distrutto,
disprezzato, abbandonato.

Si vede che sei bella,
tutti guardano quelle curve
armoniose con occhi
deliranti, ma poi
proseguono più in là.

Questo amico dice appunto
che tu cambi come il vento.
Forse un altro anch’io sarò,
uno di più di cui tu riderai.

Certamente non ti curi
di come poi si può sentire
uno come me
che ci crede nell’amore …

*** *** *** *** ***

Ansie da pensione

Fiume che in silenzio scorre,
monte a volte un po’imbiancato,
immenso prato e greggi,
altri pastori compagni di lavoro,
sono tutto il mio passato.

Intanto scorre il mio pensiero
a quello che di me è stato, a quanto
ancora potrò dare, potrò fare.
Sono depresso, preoccupato,
prossimo alla pensione:
dovrò lasciar lavoro, amici,
chiudermi in casa a
guardar televisione!
Un tempo alla mia età
erano ricercati per insegnare,
tramandare. Cosa possiamo dare
noi a questi giovani di oggi
motorizzati, laureati, computerizzati.

Cosa potrò dare io
con studio appena elementare
dopo una vita di solo lavoro
umile e pesante. Duro però
sarà a morir l’orgoglio.
Vorrei ancora in qualche modo
rendermi un po’ utile,
un po’ importante.

*** *** *** *** ***

Filastrocca

(del nonno Betto)

Mio nonno Benedetto
da ragazzino
si alzava molto presto
al mattino,
faceva il fornaretto.
Pane per tutta la città.
Nonno Betto
con la sua gerla
in bicicletta
portava pane appena cotto,
prima delle otto
tutto il giro aveva fatto!

Odore di pane fresco
è sapore di lavoro
dalla semina al raccolto.
Chicchi dal mugnaio
macinare, macinare.

Dal fornaio la farina
impastare, lievitare,
poi il forno.
Sembra oro quando è cotto,
il panino? Un lingotto!

*** *** *** *** ***

Lontani ricordi

La mia gioventù “da contadino”
gente allegra, poca istruzione,
poco pensare: a dieci anni
alzare prima dell’alba, con i
buoi terra da coltivare, arare.

Sole cocente e duro lavoro
con la falce a mietere il grano,
niente motori, tutto a mano.
Preparare covoni poi la trebbiatura,
polvere e sudore ti facevano la
pelle nera. Acqua scaldata al sole
su una tinozza, grande sollievo un
bagno alla sera: se il raccolto era
buono si poteva anche far festa,
“da contadino,” sull’aia a ballare
organetto e un fiasco di vino.

La domenica in paese a piedi
alla messa, con gruppo di amici
giocherellando, sandali hai piedi,
le scarpe solo in chiesa…

Trovare la sposa!
Unico sogno di noi contadini,
avere tanti bambini tutti a lavoro,
coltivare un terreno più grande,
guadagnare di più. Più grosso
il guadagno più spesso la festa,
“da contadino”, sull’aia a ballare
organetto e un fiasco di vino.

*** *** *** *** ***

La barca affonda

Come barca in alto mare … quando
vento e tempesta non riesci a dominare:
vedi terra, vedi il faro, ma quelle onde
alte, oscure, scompigliano la rotta,
impediscono d’arrivare.

Sono naufrago in amore,
non riesco ad approdare.

Sto perdendo la speranza,
sento che affonderò … nessuno
mi cerca, nessuno che mi vuole.

Mi  manca tanto quel sentimento,
il calore … un vero amore.

Troppo tempo ho sprecato
in moltissime avventure,
come un fiore appassito,
ora  sono  da  buttare.

Come barca in balia delle onde,
sono ormai, prigioniero dell’amore.

Ad ogni donna che mi dedica
un sorriso, vorrei donare un fiore.

Tutto il tempo che mi resta se …
Ali a questo sogno vorrà dare.

*** *** *** *** ***

Far West

Una sella, un cavallo,
una Colt, un cappello,
il sole che ti picchia,
per tetto un cielo azzurro.

Mesi interi a cavalcare,
fuoco acceso per la notte,
cacciare per mangiare,
sempre un pasto un po’
arrangiato, questa è vita
nella grande prateria.

Lavorare da mandriano:
bestiame da timbrare,
cavalli da domare,
avventure nei saloon!
Poco tempo per l’amore,
sempre pronti a scazzottare.

Lo sceriffo che ti chiama
a inseguire una banda di
balordi, un bandito che è
scappato, un amico da salvare.
“EROE” sempre lui,
il cow boy del Far West!

*** *** *** *** ***

Amore nascosto

Quindici anni apprendista meccanico:
dalla bottega di lavoro fra bulloni da
svitare e rumori di motore ti guardavo
alla finestra, tu studiavi e ti affacciavi,
eri un fiore tra quei fiori.
La facciata di una casa, le finestre
con supporto per tre vasi, quel sorriso
fulminante, adolescente: i miei primi
palpiti di cuore folgorato da quel raggio
di calore che può dare solo il primo amore.
Tanti anni son passati, non ho mai
dimenticato, non ti ho lasciato, sono scappato.
Ti ho giudicato troppo bella e importante,
solo un sogno sei rimasta, non ti meritavo,
ho preferito lasciarti al tuo destino,
ora spero che almeno ti sia stato buono.
Sono tornato per vedere quella casa,
la bottega del lavoro, la facciata, la finestra,
non c’è più nulla. Via Colombo è diventata;
case nuove, qualche fiore e
nei balconi caldaie, panni stesi.
Dove c’era la tua casa, a metà lungo
la via c’è un piazzale con aiuole.
“Non ci sono rose e viole”.
Erba falciata, abbandonata, macchine
in sosta, un posto quasi desolato.
Sembra specchio di mia vita che eppure
intensa l’ò vissuta. Lavoro, famiglia,
figli, comodità, un po’ di tutto
il destino mi ha concesso, ma è di più
quello che mi è mancato:
forse è qui che mi sono rovinato,
qui l’amore ho sepolto e abbandonato.
A chi ho conosciuto dopo, a chi tuttora
mi è vicino che cosa ho dato …
Posso dire, vi voglio tanto bene, ma non
potrò mai dire, Vi AMO, Vi ho AMATO.
Sono freddo, distaccato, sempre solo,
indifferente, arrogante, impertinente,
“non mi va mai bene niente.”
Forse ora ho capito che è stato tutto qui,
da questa ferita mai rimarginata,
da questo sogno mai vissuto,
da questo piccolo, remoto, passato …

*** *** *** *** ***

Abbracciare il mondo

Di amore sono nato
solo d’amore sempre vivrò.
Non importa il successo,
il denaro, basterà
un onesto lavoro.

Un atto d’amore
mi ha dato la vita,
amore mai tradirò.

Amore è una catena,
un ingranaggio trascinante!
Una mano stringe un’altra
tutto il globo
si può abbracciare.

Anche tristezza e dolore
non farebbero paura,
basterà pensare che l’amore
sempre vincerà!

*** *** *** *** ***

Filastrocca della ruota che va

Al traguardo (fine corsa)
Tutti sono sempre arrivati.
Troppo impegnati,
sfaticati, belli, brutti,
sfortunati …

Spaparazzando in allegria,
molto stanchi da lavoro,
arrabbiati per denaro,
servi o padroni,
tutti in compagnia …

La cicala? Canta e vola.
La formica? Sempre muta
in fila, lavorare, lavorare.
Tutti insieme in quella via,
nessuno si potrà vantare.

Tutti uguali finiremo
nelle bare …

*** *** *** *** ***

Insieme nonostante

Piccolo universo di muri,
di scale, di base, di tetto.
Cose comprate, ereditate,
ogni angolo occupato
ma risuona di vuoto.
Amore distrutto.

Panorama di verdi colline,
volo a planare nell’azzurra distesa.
Torri, castelli, boschi,
tutto è nebbia e fredda stagione
se l’amore non c’è.
Uno sguardo felice,
una carezza, un sorriso.
Tutto negato senza dire perché.

Vagare nel buio
in due viali paralleli, verso
oscuro orizzonte, nel desiderio
d’essere ancora uniti.
Incerto futuro, orgoglio,
giuramento, altare.

Pur non essendo vie contrapposte,
mirando un’altra alba
di luce e calore,
vivere nel buio dei nostri viali
di solitudine. Triste percorso
fino all’ultimo lembo di speranza.

*** *** *** *** ***

Speranza non morirà

Come barca in alto mare
quando vento e tempesta
non riesci a dominare.
Vedi terra, vedi il faro,
ma quelle onde alte oscure
ti scompigliano la rotta,
impediscono d’arrivare.

Sono naufrago in amore
non riesco ad approdare,
sto perdendo la speranza,
sento che affonderò:
non c’è nessuno che mi cerca,
nessuno che mi vuole.

Mi manca quel sentimento,
il calore, un vero amore.
Troppo tempo ho sprecato
in moltissime avventure,
come un fiore appassito
ora sono da buttare.

Come barca            in balia delle onde
sono ormai prigioniero
dell’amore. Ad ogni donna
che mi dedica un sorriso
vorrei donare un fiore.

Darei tutto il tempo
che mi resta
per una sola carezza…
per pochi attimi
di quel calore.

*** *** *** *** ***

Solitudine

un fiore appassito
abbandonato.
Pensiero chiede
le mani lavorano
occhi le guida.

Limpida dolce
scorre lenta sui sassi
poi alla foce
si fermano i pesci
odore di sale?
La religione
sole per viandanti
plasma per cuore
sollievo nel dolore
fonte di amore.

*** *** *** *** ***

Un bicchiere

Mezzo pieno, mezzo vuoto.
La metà che manca è il
tempo vissuto:
l’altra metà è la storia,
le cose rimaste del passato.

La metà vuota esprime
il ciclo della vita dove
non è mai finito di costruire.
L’altra metà è la base
dove attingere per
alimentare la continuità.

Specchio per non
commettere gli stessi errori,
luce per percorsi sempre
più perfezionati,
sempre più armoniosi …

*** *** *** *** ***

 
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